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Il mistero delle pietre concentriche

Fotografia di pietra dai cerchi concentrici
Fotografia di pietra dai cerchi concentrici
Una curiosa pietra trovata nell’uliveto dell’Agriturismo Poggio Diavolino scavata da misteriosi cerchi concentrici.

Anni fa, quando eravamo da poco arrivati a Poggio Diavolino, nell’uliveto dietro la collina, capitava di trovare delle curiose pietre in cui erano scavati dei cerchi concentrici, un’avvallamento conico con tanti gironi, per intendersi un po’ come una torre di Babele appiattita rovesciata.

Da ragazzino, ho sempre lasciato correre la fantasia, cercando di immaginare cosa fossero, l’origine di questi sassi così curiosi. Cosa poteva aver originato questi cerchi concentrici e questi avvallamenti? Perché questo tipo peculiare di pietre si trova solo in un punto ben preciso dell’azienda? Si tratta di formazioni naturali o sono manufatti di un popolo antico?

E non ero il solo a pormi talnte domande. Quando trovavamo una nuova pietra dai cerchi concentrici ne discutevamo lungamente a cena, con i nostri amici e i nostri ospiti. Nessuno veramente esperto, ma tutti con la loro teoria più o meno strampalata per spiegare l’origine delle misteriose pietre.

— Secondo me qui una volta c’erano delle enormi caverne, queste pietre sono state scavate da una goccia che per millenni è cascata sempre allo stesso posto…

— Ma se qui è tutto secco, e poi non siamo mica in una zona carsica?

— Come no, il carsismo è proprio un fenomeno di queste colline.

— Però una goccia che cade sempre allo stesso posto forma una stalagmite, mica un avvallamento, questi sassi sono tutti concavi.

— Si è vero, non può esser stata l’acqua.

— Magari è un po’ come quelle pietre vulcaniche, che quando le rompi sono cave e tutte piene di cristalli. Questa è metà, come un pezzo di una noce di cocco.

— Un fossile?

— Secondo me invece era il pestello di un popolo primitivo, che lo usava per schiacciare il grano…

— Ma no! È troppo piatto! Io dico che era piuttosto un elemento rotante, tipo il punto di battuta di un assale.

— Ma quale popolo primitivo, è troppo irregolare per essere un utensile umano, è sicuramente di origine naturale…

Il tempo è passato, ma il mistero delle pietre concentriche non è mai stato svelato. Ognuno ha detto la sua, ma la vera origine di questi sassi non è mai stata chiarita.

Qualche pietra concentrica è stata regalata, un amico ne ha fatto un posacenere, qualcuna è stata dimenticata chissà dove, e ormai da anni non ne vedevamo più uno. Qualche giorno fa però, mentre ero nell’uliveto dietro la collina, ecco apparire al piede di un albero la forma inconfondibile che ricordavo dalla mia infanzia: un altro misterioso sasso dai cerchi concentrici. Uguale a quelli di una volta, impossibile sbagliarsi. Che bello vedere concretizzarsi un oggetto che viveva ormai solo nella nostra memoria, senza prova concreta che esistesse davvero; quasi a voler infittire il mistero. E adesso il giallo è di nuovo riaperto.

E voi, cosa ne pensate? Che origine hanno questi sassi? Naturali o umani? Raccontateci la vostra versione qui nei commenti, se non siete degli esperti geologi non importa, lasciate correre la fantasia, è quello che abbiamo fatto noi per tanti anni!

12 thoughts on “Il mistero delle pietre concentriche

  1. Potrebbero essere delle vertebre di balena o di qualche altro cetaceo primitivo.

    1. Ne ho parlato con un amico palentologo, le vertebre fossili di balena sono concave su entrambe le facce, mentre le pietre concentriche di Poggio Diavolino hanno un lato concavo e uno convesso.

      Il mistero continua…

  2. Fab, ho visto cose simili in Argentina, ma moooolto più grandi. Erano alberi fossilizzati. Potrebbe essere?
    gg

    1. Ma, ci avevo pensato anche io e avevo passato un paio d’ore a cercare foto di tronchi fossili su internet. Effettivamente alcuni tronchi fossili assomigliano molto a queste pietre. Però sul dorso del sasso non sono evidenti gli anelli concentrici, credo che nel caso di tronchi fossili dovrebbero vedersi ad ogni livello.

      Il mistero continua…

  3. ciao Fabiano,

    è senza ombra di dubbio una concrezione naturale;
    ma una cosa mi incuriosisce: hai mai avuto modo di verificare se queste concrezioni siano state originariamente di forma sferica o ellisoidica e che, rompendole, appare quella laminazione concentrica? Certo, mi rendo conto che un sasso che nascondesse al suo interno quella struttura, proprio perché non evidente, non attirerebbe l’attenzione quanto quello che ci hai mostrato; diciamo allora così: hai mai rinvenuto due metà che fossero sicuramente, in origine, unite?
    Un’altra cosa: potresti fare una foto del retro dell’oggetto e laterale? mi interesserebbe capire se le lamine, che nella sezione che mostri appaiono concentriche e “cilindriche” attorno all’asse centrale del disco, si pieghino repentinamente formando la convessità posteriore;
    ti chiedo queste cose perché in un forum naturalistico che frequento (sono geologo) ci siamo imbattuti in un oggetto per certi versi simile al tuo…se ti interessa ti allego il link alla discussione

    ciao

    1. Ciao Maurizio,
      e grazie mille per la risposta. Adesso vedo di mettere online un altro paio di immagini. Non ho mai trovato due sassi contemporaneamente con caratteristiche speculari tali da suggerire fossero originariamente uniti. Tieni presente comunque che le pietre concentirche si trovano tutte in un uliveto coltivato almeno da qualche decennio, se non di più, quindi due metà dello stesso sasso si disperderebbero molto facilmente.
      L’altro giorno invece ho trovato un quarto di sasso, ma complice la fretta (siamo nel pieno della raccolta delle olive) non ho pensato a tenerlo, peccato perché avremmo potuto vedere la sezione ortoganle ai cerchi.
      In ogni caso grazie per il tuo contributo, magari getterai un po’ di luce sul nostro piccolo mistero! Mandaci pure il link di cui parli, leggiamo volentieri la discussione sul vostro forum di geologia…

      1. ciao Fabiano,
        per come le descrivi, e se la loro natura è calcarea (lo puoi facilmente verificare osservando se il materiale reagisce con un po’ di acido cloridrico diluito), sembrerebbe trattarsi delle cosiddette “scodelle di calcite”, formazioni minerali alquanto caratteristiche;

        vedi qui se nell’aspetto ricordano le tue:

        http://www.naturalmentescienza.it/sections/?s=85
        http://www.flickr.com/photos/39204630@N06/4084604607/

        l’oggetto al quale facevo riferimento io nel forum è alquanto diverso, e non è di natura calcarea; ecco il link (“strano sasso sul Po”)

        http://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=215739

        allega comunque altre foto dei tuoi ritrovamenti per verificare se si tratta di quanto ipotizzato (fondamentale è però accertarne la natura calcarea)

        ciao, buona serata

        1. Ciao Maurizio,
          scusa la risposta tardiva ma sono stato presissimo con la raccolta delle olive.

          Da quanto mi dici e dalle foto che mi hai mandato mi sa che si tratta proprio di scodelle di calcite, in ogni caso ti mando 3 foto con la visione frontale, laterale e posteriore e un metro per fare da scala:

          Foto frontale di due scodelle di calcite
          Foto laterale di due scodelle di calcite
          Lato di due scodelle di calcite trovate nell’agriturismo Poggio Diavolino a Suvereto.
          Foto del retro di due scodelle di calcite
          Retro di due scodelle di calcite trovate nell’agriturismo Poggio Diavolino a Suvereto.

          Grazie mille per il tuo contributo nello svelare il piccolo mistero di Poggio Diavolino e in bocca al lupo con il vostro strano e bellissimo sasso!

          1. ciao Fabiano,

            non escludo che anche il toponimo “Poggio Diavolino”, sia legato al ritrovamento di questi oggetti, altrimenti noti, popolarmente, con il nome di “scodelle del Diavolo”;

            una bella storia da raccontare ai vostri fortunati ospiti;

            le tue foto non lasciano dubbi sulla natura dei ritrovamenti;

            anche il nostro oggetto (il sasso), sembra aver avuto una determinazione tutto sommato abbastanza certa (vai al link)…

            ciao

          2. Che bello! Il toponimo viene dal fatto che di tanto in tanto, soprattutto in inverno e quando piove, si sente un leggero odore di zolfo. Del resto, i soffioni di Larderello e le terme del Calidario non sono poi così lontane… ma poter aggiungere la storia delle “scodelle del diavolo” è una cosa carinissima!

  4. ciao Fabiano,
    in un certo senso mi dispiace aver tolto un po’ del mistero che aleggiava attorno a quelle strane formazioni minerali…si va sempre alla ricerca dell’origine delle cose, e spesso l’origine…beh, delude.
    Allora ti dirò che, riguardo al processo che l’ha generate, il “mistero delle scodelle del diavolo” permane.
    Vedi ad esempio qui:
    http://www.musrosi.org/CA2014/libri/CA2012.pdf

    Ciao, buona serata

    1. Si, effettivamente a volte è un po’ un peccato, ma con la fantasia mi piace continuare a far finta di non sapere cosa siano e inventarmi strane teorie. Se poi l’origni scientifca delle scodelle di calcite ancora non è stata chiarita, tanto meglio! Adesso corro subito a leggermi l’articolo…

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